La nuova prassi di riferimento UNI definisce requisiti e principi per valutare e certificare le competenze digitali secondo i framework europei DigComp e DigCompEdu, nel quadro della UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026. Esami per step progressivi, Organismo di Certificazione responsabile dell'intero processo, misure compensative per chi ha necessità speciali.
Saper usare le tecnologie digitali in modo consapevole, sicuro e responsabile è ormai una condizione per partecipare alla vita sociale, accedere ai servizi, apprendere e lavorare. Ma come si valuta questa competenza in maniera uniforme? E quali caratteristiche deve avere una certificazione che dichiara il livello raggiunto da una persona?
A queste domande risponde la UNI/PdR 193:2026, la prassi di riferimento che l'Ente Italiano di Normazione ha presentato il 17 settembre 2026. Il titolo completo è "Requisiti e principi per la valutazione delle competenze digitali e la certificazione delle persone, in accordo alla UNI CEI EN ISO/IEC 17024, con riferimento ai framework Digital Competence Framework for Citizens (DigComp) e Digital Competence Framework for Educators (DigCompEdu)".
Un riferimento chiaro e condiviso per il mercato
La prassi è stata sviluppata da UNI insieme a IDCERT e Fondazione Italia Digitale. Nasce da un'esigenza concreta: mettere a disposizione del mercato un riferimento chiaro e condiviso. I due framework europei, elaborati dal Joint Research Centre della Commissione europea, descrivono le competenze digitali e i relativi livelli di padronanza, ma non stabiliscono come debba essere organizzato un processo di certificazione.
Il risultato è un documento che traduce i framework in requisiti operativi per gli Organismi di Certificazione e punta a rendere i processi più indipendenti, imparziali, uniformi, trasparenti e tracciabili. La prassi individua i livelli di padronanza, le metodologie e gli ambiti di valutazione, gli indicatori di prestazione, i requisiti del processo e le caratteristiche tecniche delle piattaforme d'esame.
DigComp e DigCompEdu, due framework simili per soggetti diversi
DigComp è il quadro europeo delle competenze digitali per i cittadini. Articola 21 competenze in cinque aree e descrive una progressione dal livello base a quello altamente avanzato. La versione più recente, DigComp 3.0, è stata pubblicata dal JRC a novembre 2025.
DigCompEdu è rivolto al contesto dell'insegnamento e dell'apprendimento. Comprende 22 competenze, organizzate in sei aree e in sei livelli di padronanza, da A1 a C2.
La UNI/PdR 193 non modifica i contenuti dei framework. Definisce le condizioni per utilizzarli nell'ambito di una certificazione volontaria di terza parte conforme alla UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026, terza edizione della norma internazionale sui requisiti per gli organismi che certificano le persone, pubblicata da ISO nella primavera 2026. L'obiettivo è che il livello dichiarato sia il risultato di una valutazione strutturata, verificabile e comparabile, a prescindere da chi ha condotto l'esame.
Come funzionerà la certificazione
Esame per step progressivi. La persona candidata affronta prove di difficoltà crescente e accede allo step successivo solo dopo aver superato quello precedente. Il processo riconosce così il livello effettivamente dimostrato, evitando attribuzioni automatiche o non supportate da evidenze di prova.
L'Organismo di Certificazione al centro. Questa modalità pone l'Organismo di Certificazione in un ruolo centrale, come responsabile dell'intero processo: dalla progettazione e validazione delle prove alla gestione delle sessioni, dalla sicurezza della piattaforma alla validazione finale dei risultati. È un'impostazione coerente con la ISO/IEC 17024, che attribuisce all'organismo la responsabilità della decisione di certificazione.
Necessità speciali e misure compensative. La prassi considera espressamente le esigenze delle persone con necessità speciali. Su richiesta della persona candidata possono essere adottate misure compensative: estensione dei tempi, strumenti di supporto, modalità alternative di svolgimento o presenza di un facilitatore, salvaguardando sempre imparzialità e tracciabilità.
Perché conta
Con questo documento la valutazione delle competenze digitali acquista una base tecnica comune. Non basta dichiarare di conoscere il digitale: occorre poter dimostrare le proprie competenze attraverso prove coerenti, criteri trasparenti e processi affidabili.
Per gli Organismi di Certificazione, il cui accreditamento in Italia è di competenza di Accredia, la prassi offre un riferimento su cui allineare schemi, regolamenti e piattaforme d'esame. Per scuole, pubbliche amministrazioni e imprese diventa un criterio per distinguere le certificazioni fondate su prove strutturate da quelle che attestano solo la partecipazione a un percorso. Va ricordato che si tratta di una certificazione volontaria e di mercato, distinta dal sistema pubblico di certificazione delle competenze previsto dal D.Lgs. 13/2013.
È questo il contributo della UNI/PdR 193 a un ecosistema in cui persone, educatori, amministrazioni e organizzazioni possano riconoscere con maggiore fiducia il valore di una certificazione.
